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Web app: cos'è, esempi e differenze da siti e app mobile

Aggiornato il

8 min di letturaNicola Marchetti
Una web app gestionale aperta nel browser di un computer in ufficio

Cos'è una web app? Un'applicazione che funziona dentro il browser — Chrome, Safari, Edge — senza installare nulla, ma che fa cose: gestisce dati, esegue operazioni, ricorda chi sei. La differenza con un sito sta tutta in un verbo: un sito lo leggi, una web app la usi. (Se sei arrivato qui cercando la Web App di EA Sports FC per gestire la squadra: anche quella è un'applicazione web, ma questa guida parla di web app per le aziende.)

Vediamo cos'è esattamente, la tabella delle differenze con siti e app mobile, gli esempi che usi ogni giorno senza chiamarli così, quando conviene alla tua azienda e da cosa dipende il costo.

Cos'è una web app (e cosa la distingue da un sito)

Un sito è una vetrina: contenuti uguali per tutti, si consulta. Una web app è uno strumento: hai un accesso personale, vedi i tuoi dati, compi azioni — crei un ordine, modifichi una scheda, calcoli un preventivo, approvi una richiesta. Tecnicamente è fatta di tre pezzi: un'interfaccia che gira nel browser, un motore che gira su un server e un database che conserva tutto.

Il vantaggio strutturale rispetto a un programma installato è enorme e spesso sottovalutato: non serve uno store, non serve installare niente su nessun computer, e quando esce un aggiornamento lo hanno tutti nello stesso istante, dal titolare al magazziniere, dal PC in ufficio al tablet in cantiere.

Il secondo vantaggio è il controllo. In una web app ogni utente ha un ruolo, e ogni ruolo vede e fa solo ciò che gli compete: il commerciale i suoi clienti, il magazziniere le giacenze, l'amministrazione le fatture, il titolare tutto. Nulla vive sul computer di una persona sola: se un portatile si rompe o un dipendente cambia lavoro, i dati e il lavoro restano dove devono stare — in azienda.

Web app, sito e app mobile: la tabella delle differenze

Sito webWeb appApp mobile
A cosa servePresentare, informareLavorare su dati e processiLavorare in mobilità
InstallazioneNessunaNessunaDa App Store / Google Play
AccessoAperto a tuttiCon login, dati personaliCon login, dati personali
AggiornamentiImmediatiImmediati per tuttiL'utente deve aggiornare
Fotocamera, GPS, notifiche pushNoLimitati (migliorano con le PWA)Completi
Uso offlineNoLimitato
Costo di sviluppo e manutenzioneBassoMedioAlto: due piattaforme da mantenere

Una nota sulle PWA, Progressive Web App: sono web app che si «installano» sulla home del telefono, funzionano parzialmente offline e mandano notifiche. Per moltissimi usi aziendali sono il ponte perfetto: i vantaggi della web app con una parte di quelli dell'app nativa, senza doverne mantenere due.

Esempi di web app che usi ogni giorno

Gmail è una web app. Google Docs, l'home banking, la piattaforma di fatturazione elettronica, Canva, Trello, il pannello di amministrazione del tuo e-commerce, l'area riservata dell'INPS o dell'assicurazione: tutte web app. Le usi da anni senza averle mai installate.

Nel mondo aziendale le forme tipiche sono cinque: il portale clienti o fornitori (dove vedono ordini, documenti, stato delle consegne senza telefonare); la dashboard di produzione o di controllo; il gestionale in cloud; il configuratore di preventivi per gli agenti; l'area riservata per la rete vendita. Ogni volta che un processo oggi gira su Excel spedito via email tra più persone, lì c'è una web app che aspetta di nascere.

Il caso più frequente che vediamo è il portale clienti B2B. Prima: il cliente chiama per sapere se l'ordine è partito, l'ufficio cerca nel gestionale, richiama. Dieci telefonate al giorno, ognuna da tre minuti, per informazioni che esistevano già. Dopo: il cliente entra con le sue credenziali, vede ordini, spedizioni, documenti e fatture; scarica quello che gli serve; se vuole, riordina. L'ufficio smette di fare da centralino e il cliente, a sorpresa, è più contento di prima: non deve aspettare nessuno.

Quando conviene una web app alla tua azienda

Conviene quando più persone, su più postazioni, devono lavorare sugli stessi dati; quando qualcuno deve accedere da fuori — agenti, cantieri, sedi diverse; quando clienti o fornitori devono vedere qualcosa da soli invece di chiamarti; quando un processo gira su fogli condivisi che ormai hanno tre versioni «definitive». È il territorio dello sviluppo web app su misura: costruire lo strumento attorno al processo, invece di piegare il processo a uno strumento generico.

Non conviene in due casi. Se serve solo presentarsi, un sito basta e costa un decimo. Se il lavoro è in movimento e dipende da fotocamera, GPS o uso senza rete per ore, l'app mobile nativa resta la scelta giusta — o una PWA, se le esigenze sono moderate.

Quanto costa sviluppare una web app

Il costo di una web app non dipende dal «numero di pagine» ma da sei fattori: quanti ruoli e permessi diversi esistono (il titolare vede tutto, l'agente solo i suoi clienti); quali sistemi deve integrare (gestionale, pagamenti, spedizioni); quanto sono complessi i flussi (un modulo di richiesta è semplice, un workflow di approvazione a tre livelli no); se il design è standard o disegnato; il livello di sicurezza richiesto; e cosa serve dopo il go-live in termini di manutenzione ed evoluzione.

Per gli ordini di grandezza sul mercato italiano abbiamo scritto una guida dedicata su quanto costa sviluppare un'app: la logica dei costi è la stessa. Quello che conta sapere è che due preventivi molto diversi per «la stessa web app» quasi sempre stanno quotando due perimetri diversi — e che il preventivo affidabile arriva dopo un'analisi, non dopo una telefonata.

Web app o app mobile: come scegliere

La regola pratica: se il lavoro si fa in ufficio o su un computer, web app; se si fa in movimento e ha bisogno del telefono come strumento — foto, posizione, notifiche, niente rete — app mobile o PWA. Nella maggior parte dei progetti aziendali la sequenza vincente è web app prima, app mobile dopo, quando l'uso reale ha dimostrato cosa serve davvero in mobilità.

Il motivo è economico prima che tecnico. Un'app mobile nativa sono due prodotti — uno per iPhone, uno per Android — da sviluppare, testare, pubblicare sugli store e mantenere a ogni aggiornamento dei sistemi operativi. Una web app è un prodotto solo, che funziona ovunque ci sia un browser. Partire dalla web app significa scoprire cosa serve davvero spendendo la metà, e costruire l'app mobile — se poi serve — sapendo esattamente per cosa.

Resta una domanda a monte, e vale la pena farsela prima di sviluppare qualsiasi cosa: esiste già un servizio in abbonamento che fa quello che ti serve? Se sì, e se il processo è standard, comprarlo è più sensato. Abbiamo spiegato quando conviene l'uno o l'altro nella guida su cos'è un SaaS e come funziona: la risposta breve è che si compra dove si è uguali agli altri e si costruisce dove si è diversi.

Le domande più comuni

Che differenza c'è tra web app e sito web?

Il sito si consulta ed è uguale per tutti; la web app si usa: accesso personale, dati propri, azioni come creare ordini o approvare richieste.

Una web app funziona anche da telefono?

Sì, dal browser del telefono. Se serve un'icona sulla home, notifiche o uso offline parziale, si realizza come PWA (Progressive Web App).

Bisogna pubblicarla sugli store?

No. La web app si apre da un indirizzo web, senza App Store né Google Play, e gli aggiornamenti arrivano a tutti nello stesso momento.

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